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Aggiornato: 1 ora 19 min fa

Varazze (Sv) - resti di asfalto nell'ex campo Pino Ferro, devono forse iniziare i lavori del retroporto?

Ven, 13/10/2017 - 21:23

Domenica avevamo notato delle montagnette risultato di scarificazione di strade, nell'ex campo sportivo Pino Ferro di Varazze.Oggi abbiamo ricontrollato e le montagnette erano aumentate di numero. Che stiano per iniziare i lavori del retroporto visto che l'area è stata data dal comune all'Anteo da utilizzare come area di cantiere? Staremo a vedere

Varazze (Sv) - l'ex campo Pino Ferro una discarica a cielo aperto

Lun, 09/10/2017 - 19:11

L'ex campo sportivo Pino Ferro di Varazze è diventato una vera e propria discarica a cielo aperto. Oltre ad ospitare macchine e soprattutto camper e roulotte durante il periodo estivo, al suo interno custodisce carcasse di barche, cartellonistica stradale, tubi in ferro, sedie in plastica rotte e da ieri, domenica 8 ottobre 2017, anche dei cumuli di asfalto, rifiuti pericolosi che andrebbero smaltiti in altro modo.

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Varazze (Sv) e le sue criticità

Mer, 04/10/2017 - 14:05

Due giorni fa abbiamo affrontato i probabili problemi relativi alla costruzione di un piccolo condominio con piscina praticamente attaccati al cimitero di Varazze. Questa, però, non è l’unica criticità che stiamo trovando sul territorio varazzino. Ne abbiamo contate una ventina, soltanto nel territorio costiero.

Varazze (Sv): costruzioni vietate? Qui si può

Lun, 02/10/2017 - 17:01

L’ex casa delle suore Sacramentine a Varazze, a pochi metri dai muri perimetrali del cimitero, è diventata una palazzina residenziale con tanto di piscina attaccata al muro del cimitero, letteralmente a due passi dall’ossario. Come si legge sul cartellone affisso al balcone, sono stati realizzati nuovi appartamenti che oggi sono disponibili sul mercato. Un piccolo condominio a due passi dal porto, con vista mare da un lato, cimitero dall’altro e la pompa del depuratore dal terzo lato. Una costruzione che ci lascia perplessi. Vi spieghiamo perché nel nostro servizio

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Varazze (Sv): villa Malesia, un caso intricato. Il Secolo XIX distorce la realtà

Ven, 08/09/2017 - 14:51

Dopo mesi di silenzio, il Secolo XIX ,edizione Savona, è ritornato ad occuparsi dell'intricata vicenda di villa Malesia, già villa Paradiso a Varazze.
L'immobile, di proprietà della diocesi di Acqui Terme era gestito da Renato Bonora, in possesso di un regolare contratto di affitto con scadenza 2026. A fronte di un debito di oltre un milione di euro della diocesi nei confronti di Bonora, oltre ad altri centomila europrestati per pagare spese fatte ad Acqui per la ristrutturazione del seminario e confermate da una sentenza passata in giudicato, queste somme venivano scalate dall'affitto fino al raggiungimento del debito.
Il seminario però, dopo anni di idillio, a seguito della denuncia di un traffico di organi umani, ha iniziato, a detta di Bonora, una guerra per sottrargli la casa e lasciarlo in mezzo ad una strada. E proprio questo è successo a gennaio scorso, non qualche settimana fa come scritto dalla Simoncelli  e da Vaccaro sul Secolo. Inoltre, i giornalisti scrivono che Bonora era stato invitato bonariamente a lasciare la casa. Invece non è stato così. Con un vero e proprio blitz l'11 gennaio 2017 mentre Bonora si trovava fuori al tribunale di Genova, carabinieri, ufficiale giudiziario e don Olivieri con il legale del seminario, hanno preso possesso della villa scardinado il cancello e dopo impedendo di fatto a Bonora di rientrare in possesso dei propri beni. Il tutto senza che l'avvocato di Bonora e lo stesso Bonora, fossero presenti per effettuare l'inventario dei beni.
Dal quotidiano , inoltre, Bonora ha ora appreso che la casa, valutata cinque milioni di euro circa, è stata messa in vendita. E si chiede come possa essere possibile tutto ciò se non gli sono stati restituiti tutti i beni, comprese opere d'arte di grande valore, custoditi nella casa. Il Secolo parla di un inventario. Ma un inventario vero e minuzioso non esiste, da nessuna parte. Non è vero che Bonora poteva rientrare in possesso dei propri beni. Lo dimostra il fatto che nell'immediatezza dello sfratto Bonora non sia stato fatto entrare per prendere gli effetti di prima necessità. L'ingresso in villa è stato negato anche ad un dipendente dello stesso Bonora in possesso di una delega e di un documento di riconoscimento originale di Bonora. Nell'occasione don Giuseppe Olivieri, attuale rappresentante legale del seminario, ha testualmente detto: "Bonora qui non può entrare assolutamente". Quindi nemmeno a prendere effetti personali. Dopo circa un mese dallo sfratto, avvenuto in maniera inusuale e inaudita, dalla diocesi arriva una comunicazione a Bonora in cui si chiede di togliere gli effetti personali dalla villa previa dimostrazione di esserne proprietario. Ma anche questa volta è stato impossibile. Soprattutto senza un inventario degno di questo nome. Adesso la notizia della vendita dell'immobile che, secondo il Secolo XIX avrebbe dieci appartamenti. Ma i giornalisti del quotidiano come fanno ad affermarlo? Quando sono entrati nella villa? Forse quando Bonora era già stato sfrattato? Oppure si sono soltanto fidati della loro unica fonte, ossia il seminario e la diocesi di Acqui Terme? Non lo sappiamo. Vogliamo credere nella loro buona fede, ma le notizie vanno sempre verificate.

Traffico di organi umani, dove vanno a finire i bambini scomparsi?

Lun, 28/08/2017 - 13:15

Arrivano sulle coste dell’Italia e della Grecia in particolare. Prima affrontano un pericoloso e lungo viaggio sulle “carrette” del mare. Vedono l’Europa come la nuova America. Ma sono tanti, troppi. Solo nel 2017, fino al 30 giugno, gli immigrati sbarcati sulle coste dell’Italia sono stati ben 83.731.
Fra loro la maggior parte sono uomini (75%) e una considerevole percentuale di minori, fra cui la maggioranza non accompagnati.
Dove vanno a finire i minorenni non accompagnati? Già nel 2016 l’Europol aveva reso noto che almeno 10 mila bambini entrati in Europa dal 2014 al 2016 sono scomparsi nel nulla.
L’agenzia di intelligence delle polizie dell’unione europea ha lanciato un allarme per la situazione dei minorenni. “Non sappiamo dove siano, cosa stiano facendo e con chi siano”. Un allarme sicuramente non da poco.Abbiamo contattato l'Europol, ma ancora non abbiamo ricevuto risposta in merito ai dati relativi al 2017.
Se si pensa, poi, che da anni viene denunciato anche il traffico di organi umani, è automatica la correlazione fra la scomparsa di bambini immigrati e questo sporco traffico illecito. L’ex ministro Antonio Guidi qualche anno fa aveva detto che “un chilo di bambino vale di più di un chilo di eroina”. Parole quasi profetiche, le sue.

Varazze (Sv): lavori al retroporto, la storia infinita

Gio, 24/08/2017 - 12:22

Retroporto di Varazze. La storia infinita. I lavori già sarebbero dovuti iniziare a fine del 2016 e a primavera del 2017 entrare a pieno regime. E invece di ruspe, escavatori, operai, nemmeno l'ombra. Che fine ha fatto il progetto? La Anteo perché non costruisce? Il terreno è stato tutto bonificato? Sono gli interrogativi che ci siamo posti a più riprese lo scorso anno e che continuano ad affacciarsi. Intanto, il retroporto rimane una ferita aperta che non sembra voler rimarginare tanto in fretta.

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Cogoleto (Ge) - ex Stoppani. Biamonti: "la parola fine è ancora lontana"

Gio, 01/06/2017 - 18:03

E' ancora lontana la parola fine alla vicenda dell'ex Stoppani. A dirlo è il consigliere di minoranza del comune di Cogoleto, Francesco Biamonti. Il consigliere racconta ai microfoni di Currunt.tv che, pur essendo stati invitati dalla vice sindaco all'ispezione della commissione parlamentari, sono rimasti fuori. Ci racconta perché e parla dei problemi derivanti dalla gestione delle discarica del Molinetto. Parte di quei rifiuti altamente pericolosi potranno essere messi (per un tempo indefinito pare) di fronte ad un quartiere abitato, nei pressi della costa.

Categorie: stoppaniRegione: LiguriaComune: Cogoleto

Cogoleto (Ge) - ex Stoppani, l'intervista al consigliere Alessandro Caruso

Gio, 01/06/2017 - 15:29

"Il comune di Cogoleto si costituisca parte civile nel processo per l'ex Stoppani". E' 'la richiesta avanzata dal consigliere di minoranza Alessandro Caruso che sarà al vaglio del prossimo consiglio comunale. Dopo la visita della commissione parlamentare nel sito dell'ex Stoppani, siamo ritornati a parlare dell'argomento, questa volta con l'intervista a Caruso che parla anche della discarica del Molinetto, sequestrata lo scorso autunno dalla magistratura e avanza ipotesi per l'utilizzo dell'area dell'ex Stoppani, una volta bonificata.
Sentiamolo nella nostra intervista

Categorie: InchiesteRegione: LiguriaComune: Cogoleto

Inchiesta organi - Bonora, "sanno tutto, ma se la prendono con me perché non mollo"

Sab, 27/05/2017 - 17:54

Continua la nostra inchiesta sul traffico illegale di organi umani, partita tutta dalla dichiarazione di don Giacomo Rovera, sacerdote della diocesi di Acqui Terme. Da sempre ad interessarsi del problema il dottor Renato Bonora che, dopo lo sfratto da villa Malesia, immobile di proprietà del seminario di cui lui era affittuario fino al 2026, è stato ospitato da un contadino che aveva in uso il suo appartamento a Finale Ligure. Dal 24 notte Bonora è di nuovo senza una casa perché a sua insaputa è stato cambiato il lucchetto alla porta e lui insieme al contadino sono rimasti fuori. Sentiamo il suo sfogo e i nomi delle persone che ritiene implicate nella vicenda

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Inchiesta organi - Bonora, "sanno tutto, ma se la prendono con me perché non mollo"

Ven, 26/05/2017 - 11:41

Continua la nostra inchiesta sul traffico illegale di organi umani, partita tutta dalla dichiarazione di don Giacomo Rovera, sacerdote della diocesi di Acqui Terme. Da sempre ad interessarsi del problema il dottor Renato Bonora che, dopo lo sfratto da villa Malesia, immobile di proprietà del seminario di cui lui era affittuario fino al 2026, è stato ospitato da un contadino che aveva in uso il suo appartamento a Finale Ligure. Dal 24 notte Bonora è di nuovo senza una casa perché a sua insaputa è stato cambiato il lucchetto alla porta e lui insieme al contadino sono rimasti fuori. La cronaca della prima notte trascorsa in auto nel prossimo servizio ridotto. Per vedere la dichiarazione integrale di Bonora che fa nomi e cognomi di quelli che lui ritiene essere "responsabili" delle sue disavventure, tutte collegate al traffico illegale di organi umani e ne spiega anche il motivo, cliccate sul seguente link:

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Cogoleto (Ge) – ritorna l’incubo della Stoppani

Ven, 19/05/2017 - 15:49

L'ex stabilimento Stoppani, tra Cogoleto e Arenzano, ritorna a far parlare di sé. Anzi, si parla dell'inquinamento provocato e che la bonifica non ha ancora eliminato. Ad occhio nudo si possono vedere macchie gialle dai muri di contenimento della fabbrica. Si tratta di cromo esavalente, una sostanza cancerogena e altamente inquinante. L'anno scorso (2016) ci eravamo interessati alla vicenda e avevamo scoperto da un ex autotrasportatore, che i rifiuti speciali, non evidenziati come tali, spesso venivano conferiti illecitamente anche nelle discariche del territorio ligure. Oggi l'incubo cromo esavalente ritorna a farsi sentire, dopo l'ispezione della commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Intanto è ancora in corso l'inchiesta che lo scorso autunno aveva portato al sequestro della discarica Molinetto e che vede indagate 11 persone. Adesso il consigliere comunale di Cogoleto, Alessandro Caruso, chiede che il Comune si costituisca parte civile nel processo che potrebbe scaturire al termine delle indagini.

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Traffico di organi umani: intervista all'ex ministro Antonio Guidi - parte II

Gio, 23/03/2017 - 16:46

Vi proponiamo la seconda parte dell'intervista all'ex ministro e neuropsichiatra Antonio Guidi. Dopo che ha parlato del silenzio da parte di chi lo circondava, Guidi si sofferma sul potenziale problema che i bambini vengano utilizzati per prelevargli gli organi, soprattutto alla luce del sempre più imponente fenomeno dell'immigrazione clandestina. Occorre, dice Guidi, che vengano monitorati tutti i bambini italiani e che arrivano in Italia affinché almeno nel nostro Paese si scongiuri un'eventualità crudele e barbara come l'espianto illegale di organi umani.

Categorie: Inchieste

Traffico di organi umani: intervista all'ex ministro Antonio Guidi - parte I

Gio, 23/03/2017 - 16:24

"Un chilo di bambino vale più di un chilo di cocaina". Questa frase forte venne pronunciata più di 20 anni fa dall'allora ministro della Famiglia, Antonio Guidi, neuropsichiatra, nel corso di un'audizione al Senato a porte chiuse per stabilire le linee guida del ministero stesso. Una frase che finì su tutti i giornali il giorno dopo, sebbene Guidi non avesse rilasciato alcuna dichiarazione ai giornalisti. All'epoca Guidi aveva sollevato la vicenda dicendo che poteva esistere, anche in Italia, un traffico illegale di bambini, utilizzati anche per i trapianti illegali di organi umani. Venne anche ascoltato da un magistrato di Roma che dopo l'uscita su Youtube del film "Il tramite" del regista Stefano Reali, aveva avviato un'inchiesta che poi (come ci raccontò lo stesso Reali) venne chiusa sei mesi dopo senza una spiegazione.
Noi abbiamo raggiunto Guidi nella sua abitazione romana. A lui abbiamo chiesto quanto sapeva e cosa ne pensa del problema. L'intervista, lunga e articolata, per comodità è stata suddivisa in due parti. Di seguito la prima parte.

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Varazze (Sv) - Bonora: "chi ricicla i soldi per il traffico di organi umani?"

Ven, 17/03/2017 - 11:31

Dopo lo sfratto dello scorso 12 gennaio da villa Malesia a Varazze, da parte del seminario di Acqui Terme, il dottor Renato Bonora, che qui ha la residenza e la sede della propria azienda agricola, non è ancora rientrato in possesso dei suoi beni (tutto quanto contenuto nella casa, più tutti gli attrezzi necessari per la coltivazione dei campi). Secondo Bonora la casa è solo un pretesto affinché cessi la sua battaglia intrapresa da anni ormai, per portare alla luce il traffico di organi umani che avverrebbe anche in Italia. "I soldi, tanti, che vengono utilizzati per acquistare gli organi da impiantare da dove passano? Chi li ricicla?". Sono queste alcune delle domande che si pone Bonora.

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Varazze (Sv) - Bonora: "cosa c'entra il vescovo di Gorizia Redaelli con il traffico di organi?"

Gio, 16/03/2017 - 14:40

Dal 25 gennaio del 2016 la diocesi di Acqui Terme è "commissariata" dal visitatore apostolico nominato dalla Santa Sede, arcivescovo di Gorizia, Carlo Roberto Maria Redaelli. Redaelli è chiamato a risollevare le sorti economiche della diocesi, indebitatasi fortemente dopo la realizzazione del Ricre costato oltre 7 milioni di euro. Per mettere a posto i conti, Redaelli a dicembre del 2016 scriveva che era necessaria anche la riappropriazione al seminario di Acqui della villa di Varazze per risanare significativamente la situazione debitoria della Diocesi e degli enti collegati. Un obiettivo in parte raggiunto dopo lo sfratto del dottor Renato Bonora che aveva speso centinaia di migliaia di euro per mettere in sesto la villa. Adesso il seminario non riconosce il debito nei suoi confronti e Bonora, rimasto senza effetti personali e senza i beni dell'azienda che aveva sede nella villa di Varazze, prosegue la sua battaglia giudiziaria e si chiede se Redaelli sia in qualche modo collegato al traffico illecito di organi umani denunciato da anni da don Giacomo Rovera e dallo stesso Bonora.

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Inchiesta organi - l'intervista negata dell'arcivescovo Jurkovic

Mer, 15/03/2017 - 15:28

Prosegue la nostra inchiesta sul traffico illegale di organi umani e sui trapianti illegali eseguiti anche in cliniche italiane, come dichiarato dalla giornalista/scrittrice Emilia Costantini in una sua intervista rilasciata a Currunt tv. Qualche settimana fa, precisamente lo scorso 16 febbraio, a Ginevra si è tenuta la ventiduesima conferenza umanitaria internazionale. Ai lavori ha preso la parola anche l’arcivescovo Ivan Jurkoic, osservatore permanente della Santa Sede a Ginevra che ha parlato, come riportato in un articolo dell’Aci Stampa a firma di Andrea Gagliarducci, l’impegno della Santa Sede sul territorio che va ben oltre l’impegno della comunità internazionale. Un impegno per combattere il traffico di esseri umani, in tutti i sensi.
“Ci sono nel mondo circa 21 milioni di uomini, donne, bambini che sono oggetto di traffico, vendute, soggette a condizioni di schiavitù in molte forme ed in molti settori: dall’agricoltura ai servizi domestici, fino alla prostituzione e i casi estremi dei “bambini soldato, del traffico di organi e della vendita” degli stessi bambini. Secondo l’arcivescovo è un numero che cresce di circa 3 milioni all’anno e i più a rischio sono donne e bambini.
Dopo aver letto l’articolo che riportava parte dell’intervento dell’arcivescovo Jurkovic, lo abbiamo contattato e la sua riposta è arrivata celere. Ci ha immediatamente mostrato disponibilità, ma per un’intervista scritta. E così abbiamo inviato le domande come da richiesta (le domande le potete leggere al termine dell’articolo).
Purtroppo, però, la risposta non è stata positiva. L’arcivescovo Jurkovic ha declinato la richiesta di intervista perché, come scrive: “vedo che le domande si concentrano su di un tema assai grave e delicato, quale il traffico illecito di organi, ma che sono particolarmente legati a episodi di cronaca italiana, sui quali non ho alcuna conoscenza né competenza. Mi trovo, pertanto, nella condizioni di non poterLe concedere l’intervista richiesta”.

LE DOMANDE POSTE ALL’ARCIVESCOVO JURKOVIC

S.E. Arcivescovo Ivan Jurkovic, Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra, come da accordi presi per email, nel ringraziarLa per l’attenzione e la cortesia dimostratami, Le porgo alcune domande che mi interessano per l’inchiesta che sto conducendo sul traffico di organi umani.
1) S.E., appena un mese fa a Roma l’8 febbraio è stato proclamato “giornata mondiale per le vittime del traffico” inteso come schiavitù, prostituzione, ma anche traffico di organi umani e vendita di bambini. Il Papa ha dichiarato qualche tempo fa che il traffico di organi è da considerare un crimine contro l’umanità. In Italia questo fenomeno esiste, ma da più parti viene negato, nonostante io abbia intervistato la giornalista Emilia Costantini (autrice del libro “Quel segno sulla fronte”) e il regista Stefano Reali che parlano di cliniche in Italia che effettuavano sicuramente trapianti illegali di organi umani. Lei cosa ne pensa? (Le invio anche i link delle interviste realizzate: http://www.currunt.tv/it/content/trapianti-illegali-di-organi-intervista... - http://www.currunt.tv/it/content/trapianti-illegali-di-organi-intervista... )
2) Lei conosce don Giacomo Rovera, sacerdote della diocesi di Acqui Terme (Al)?
3) Don Giacomo Rovera per primo ha scoperto i trapianti illegali di organi in Italia e ha comunicato tutto al suo vescovo Piergiorgio Micchiardi (http://www.currunt.tv/it/content/traffico-di-organi-umani-parla-don-giac...) ,dopo averlo anche detto al dottor Renato Bonora, quest’ultimo ha denunciato e ha anche scritto al Papa (lettera consegnata anche brevi manu dal dr. Carlo Negri al segretario di Stato, Mons. Parolin). Una settimana dopo la lettera, don Giacomo Rovera è stato vittima di un presunto attentato (http://www.currunt.tv/it/content/acqui-terme-incidente-don-giacomo-rover...) e mentre si trovava in coma è stato anche denunciato dal Vescovo col supporto di importanti membri vaticani, come il cardinale Domenico Calcagno. Alla luce di ciò, Lei ritiene che possano esserci delle frange all’interno del Vaticano contrari al portare alla luce il traffico illegale di organi?
4) Nel corso della mia inchiesta ho intervistato diverse volte anche il dottor Renato Bonora che, nonostante le numerose richieste, non è stato mai ricevuto da vescovi e cardinali, mentre nel frattempo dal Vaticano hanno inviato un visitatore apostolico (Mons. Carlo Maria Redaelli, vescovo di Gorizia) e il segretario Mons. Luigi Testore, alla diocesi di Acqui Terme. Anche questi ultimi si sono rifiutati di ricevere Bonora che avanza alcune ipotesi che trova nella seguente intervista: http://www.currunt.tv/it/content/il-vescovo-di-gorizia-redaelli-il-suo-s... . So che Lei non c’entra personalmente nella vicenda, ma volevo chiederLe come sia possibile che un uomo di Chiesa resti insensibile alle richieste di intervento per frenare il fenomeno?
5) Ogni anno sono migliaia i bambini che scompaiono, in particolare quelli immigrati che non hanno famiglia. L’immigrazione clandestina offre ancora più “materia prima” per il traffico illecito di organi umani. Molti di questi bambini sono di fede religiosa non cattolica. Crede che ci potrebbe essere il rischio che le frange estreme islamiche compiano ulteriori attentati (anche in Italia) se venissero a conoscenza della portata del problema?
6) Ritiene che possano esserci frange Vaticane in opposizione al Papa che hanno interesse a creare problematiche al Santo Padre in un’eventuale contrapposizione tra la fede islamica e quella cattolica visti gli atteggiamenti degli inviati Vaticani ad Acqui Terme?

Cordialmente,
Maria Chiara Ferraù

Varazze (sv) - sfratto villa Malesia, Bonora parla di amici voltagabbana

Mer, 15/03/2017 - 11:45

Dopo lo sfratto del dottor Renato Bonora a villa Malesia, a Varazze, in provincia di Savona, abbiamo nuovamente intervistato Bonora che parla di aver ricevuto l'appoggio e il sostegno, morale e anche materiale da parte di alcuni amici che ora, però, inspiegabilmente, hanno cambiato atteggiamento. Che anche loro siano implicati per vie traverse al traffico di organi umani? E' questa la domanda che si pone Bonora nella nostra intervista.

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Varazze - villa Malesia, Bonora ribatte all'articolo della Stampa di Alessandria

Gio, 23/02/2017 - 11:55

Villa Malesia a Varazze, immobile di proprietà del seminario vescovile di Acqui Terme, presto verrà venduta. Almeno è quanto asserisce Piero Bottino in un articolo su La Stampa di Alessandria di qualche giorno fa. Nella villa fino al 12 gennaio abitava il dottor Renato Bonora, titolare di una azienda agricola e affittuario fino al 2026 della dimora, diventata poi un agriturismo. Fatto, questo, contestato nell’articolo a cui Bonora risponde nella nostra intervista, chiarendo anche altri passaggi del testo del collega Bottino.
Bonora ritorna anche a parlare dello sfratto effettuato secondo lui in maniera anomala e con un solo fine: controllare i suoi documenti e far sparire le fatture.

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Varazze (Sv) - sfratto villa Malesia. Bonora: "vogliono farmi tacere sul traffico di organi"

Mer, 22/02/2017 - 14:41

E' trascorso un mese da quando l'Autorità giudiziaria ha eseguito lo sfratto nei confronti del dottor Renato Bonora, affittuario di villa Malesia a Varazze (Sv), bene di proprietà della diocesi di Acqui Terme. Nessun bene è rientrato in possesso di Bonora. "Lo sfratto è tutta una scusa - dice - per farmi tacere sul traffico illegale di organi umani che da anni io e don Giacomo Rovera denunciamo". Nell'intervista che vi proponiamo, Bonora fa nomi e cognomi di tutti coloro che nel corso degli anni sono stati informati sul traffico illegale di organi umani.

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