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Aggiornato: 2 ore 36 min fa

Varazze (Sv) – la Ramognina e quei rifiuti indifferenziati

Ven, 01/12/2017 - 18:18

Un cumulo di rifiuti ancora da differenziare alla discarica Ramognina di Varazze. E’ quanto mostra una fotografa pubblicata dall’assessore all’ambiente del comune di Arenzano, Giovanna Damonte e riportata da Cronache ponentine.
Si tratta di troppi rifiuti da differenziare e che vengono gettati nel classico sacchetto unico del residuo. Nei sacchetti ancora troppa plastica, ma anche vetro e carta che vano a formare la montagna di rifiuti che, invece, potrebbe essere molto più esigua. Ma questo non è l’unico problema della discarica Ramognina di Varazze.
Qui nel corso dei decenni sarebbero stati conferiti anche rifiuti molto pericolosi come quelli provenienti dalla vicina fabbrica Stoppani e dunque contenenti cromo esavalente. Rifiuti che sarebbero dovuti essere stoccati in modo differente e che, invece, sarebbero stati conferiti nella discarica della Ramognina.
La discarica di Varazze, come annunciato dal sindaco Alessandro Bozzano a più riprese, dovrà chiudere appena verrà riempita del tutto. Il comune ha autorizzato lo scorso maggio la discarica a ricevere 5.700 tonnellate di rifiuti all’anno, provenienti da cinque aziende. Questi rifiuti si aggiungono a quelli conferiti quotidianamente da Varazze, Albisola e Albisola Superiore, Celle, Arenzano e Cogoleto.
Intanto a novembre è scaduto il contratto al gestore della discarica, la Lavajet Global Service di Milano, a 20 anni dall’apertura del sito. Gli uffici comunali hanno avviato il procedimento per la gara pubblica di gestione e manutenzione fino al 31 dicembre 2018, data prevista per la chiusura del sito. I legali della Lavajet global service, però, hanno contestato l’atto di fine rapporto contrattuale e quindi al momento la discarica resta ancora nelle mani della Lavajet. Intanto i viaggi verso la discarica sono aumentati, così come il malcontento degli abitanti del territorio che vedono ogni giorno transitare decine e decine di camion colmi di rifiuti, anche in pieno giorno.
E poi c’è chi, come il deputato nazionale dei Cinque stelle, Sergio Battelli, ritiene che la raccolta differenziata venga effettuata male e non solo dai cittadini di Varazze. Sotto accusa anche i cassonetti non tutti funzionanti.

Categorie: InchiesteCategorie "Hot": Ramognina

Varazze (Sv) – rertroporto, i lavori nel 2018?

Ven, 01/12/2017 - 18:12

Di mese in mese, di anno in anno, il proseguimento dei lavori al retroporto vengono sempre rinviati. Ogni tanto c’è qualcuno che si sveglia la mattina e lancia un proclama: “a breve inizierà il cantiere”, “Se non ci saranno intoppi, i lavori inizieranno nel 2018”.
Questo è l’ultimo proclama di Carmine De Vizia, il presidente della Anteo di Torino, soggetto attuatore del progetto che prevede la realizzazione di palazzine residenziali nella ferita aperta di Varazze, la zona del retroporto T1C.
Questa volta, nel nostro ennesimo articolo sull’argomento, non vogliamo soffermarci sulla presunta data di inizio lavori perché avevamo già fatto il nodo al fazzoletto diversi anni fa e ancora quei nodi non si sono sciolti. Anzi, si sono aggiunti altri nodi a rappresentare altre date annunciate per proseguire i lavori in quella che oggi è una grande area completamente abbandonata a se stessa. Vogliamo entrare nel merito della frase “i lavori inizieranno”. Nemmeno noi lo avevamo detto a chiare lettere, ma in realtà i lavori del retroporto sono iniziati nel momento in cui è stata effettuata la demolizione di quanto lì preesistente, fra cui la vecchia conceria Rocca.
E con i lavori di demolizione dovevano essere altresì realizzati dal soggetto attuatore i lavori pubblici concordati con l’amministrazione comunale. E invece non è stato mai fatto nulla in tal senso perché l’azienda, come ha dichiarato anni fa, non ritiene il cantiere avviato con la demolizione, effettuata attraverso una Dia.
Ma lo vogliamo ricordare, il porto di Varazze, finito e operativo già da diversi anni, è stato tutto realizzato attraverso denunce di inizio attività. Quindi non capiamo davvero il motivo per cui il soggetto attuatore non abbia realizzato le opere pubbliche previste. O forse perché ci sono problemi fra la Anteo di Torino e la Orsa 2000 che ha il 30% nel progetto?
La società di Savona, la Orsa, a quanto pare avrebbe deciso di abbandonare il progetto varazzino. Nel 2016 aveva cercato di vendere il pacchetto azionario alla grandi lavori fincost di Genova. Una vendita, però, saltata all’ultimo momento. La Anteo ha fatto la propria mossa chiedendo di rilevare le quote restanti per ottenere il 100%. Se la Anteo riuscirà nell’operazione dovrebbero finalmente continuare i lavori al retroporto.
Ma gli oneri di urbanizzazione? E i lavori pubblici previsti? E perché non è stato mai pagato un euro per l’occupazione dei marciapiedi pubblici come più volte chiesto anche dai consiglieri varazzini del movimento cinque stelle che non hanno mai ricevuto risposte chiare dall’amministrazione? Sono altri dubbi che proveremo a risolvere nei prossimii mesi.

Categorie: InchiesteCategorie "Hot": Retroporto

Varazze (Sv) – retroporto, Battelli: “ridiamo l’area ai varazzini”

Lun, 27/11/2017 - 18:19

“La Anteo di Torino venda l’area del retroporto ai cittadini di Varazze”. È la provocatoria affermazione di Sergio Battelli, parlamentare nazionale del Movimento cinque stelle e originario di Varazze. Lo abbiamo ascoltato in merito alla zona T1A1 di Varazze, una ferita aperta nel cuore della cittadina ligure. Il soggetto attuatore dopo aver iniziato i lavori con la demolizione, non ha nemmeno effettuato le opere pubbliche previste.
Ma il sito è davvero sicuro? Secondo Battelli ci sono problemi anche per l’inquinamento derivante da anni di lavoro della conceria Rocca che probabilmente utilizzava prodotti altamente inquinanti provenienti dalla vicina fabbrica Stoppani tra Cogoleto e Arenzano.

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Retroporto, il cantiere mai iniziato - intervista al consigliere Lofrano

Lun, 23/10/2017 - 14:42

La zona del retroporto di Varazze, un cantiere mai avviato. Uno scheletro all'inizio della città. Un biglietto da visita poco piacevole per tutti. Ne abbiamo parlato con il consigliere di minoranza del comune di Varazze, Diego Lofrano del Movimento 5 stelle.

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A Varazze (Sv) un peso e due misure?

Mer, 18/10/2017 - 15:50

Il comune di Varazze si è costituito in giudizio al tribunale di Savona nell’ambito di un procedimento penale riguardante la realizzazione di un bagno in un immobile privato. Il bagno non rispetterebbe le misure previste dal regolamento edilizio comunale. Ci viene alla mente l'autorizzazione data dal comune di Varazze per la realizzazione di sottotetti. Quando la legge non sembra essere uguale per tutti.

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Varazze (Sv) - resti di asfalto nell'ex campo Pino Ferro, devono forse iniziare i lavori del retroporto?

Ven, 13/10/2017 - 21:23

Domenica avevamo notato delle montagnette risultato di scarificazione di strade, nell'ex campo sportivo Pino Ferro di Varazze.Oggi abbiamo ricontrollato e le montagnette erano aumentate di numero. Che stiano per iniziare i lavori del retroporto visto che l'area è stata data dal comune all'Anteo da utilizzare come area di cantiere? Staremo a vedere

L'ex campo Pino Ferro una discarica a cielo aperto

Lun, 09/10/2017 - 19:08

L'ex campo sportivo Pino Ferro di Varazze è diventato una vera e propria discarica a cielo aperto. Oltre ad ospitare macchine e soprattutto camper e roulotte durante il periodo estivo, al suo interno custodisce carcasse di barche, cartellonistica stradale, tubi in ferro, sedie in plastica rotte e da ieri, domenica 8 ottobre 2017, anche dei cumuli di asfalto, rifiuti pericolosi che andrebbero smaltiti in altro modo.

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Varazze (Sv) e le sue criticità

Mer, 04/10/2017 - 14:05

Due giorni fa abbiamo affrontato i probabili problemi relativi alla costruzione di un piccolo condominio con piscina praticamente attaccati al cimitero di Varazze. Questa, però, non è l’unica criticità che stiamo trovando sul territorio varazzino. Ne abbiamo contate una ventina, soltanto nel territorio costiero.

Categorie: Inchieste

Varazze (Sv): costruzioni vietate? Qui si può

Lun, 02/10/2017 - 17:04

L’ex casa delle suore Sacramentine a Varazze, a pochi metri dai muri perimetrali del cimitero, è diventata una palazzina residenziale con tanto di piscina attaccata al muro del cimitero, letteralmente a due passi dall’ossario. Come si legge sul cartellone affisso al balcone, sono stati realizzati nuovi appartamenti che oggi sono disponibili sul mercato. Un piccolo condominio a due passi dal porto, con vista mare da un lato, cimitero dall’altro e la pompa del depuratore dal terzo lato. Una costruzione che ci lascia perplessi.

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Varazze (Sv) – variazione di bilancio per incarichi esterni. Il M5S: “Basta proclami”

Ven, 29/09/2017 - 12:27

Accesa riunione consigliare ieri pomeriggio a Varazze. In consiglio è arrivata una variazione di bilancio da destinare a professionisti a cui affidare importanti incarichi esterni.
I consiglieri comunali del Movimento 5 stelle in consiglio, Diego Lofrano e Armida Fazio, sono critici verso l’amministrazione. “Gli incarichi esterni, secondo la normativa – spiega Armida Fazio – dovrebbero essere affidati in correlazione con il bilancio di previsione approvato a gennaio. Manca una visione della città, una carenza nella conoscenza di cosa realmente serva a Varazze”.
Nel corso della seduta il gruppo di minoranza ha posto l’accento anche sulle grandi opere che non accennano a decollare come il retroporto e l’area del Salice. Qui nei mesi scorsi si era parlato di impianti sportivi per bici e moto, mentre in estate sembrava imminente l’apertura di un parcheggio. “Oggi – continua la Fazio – la situazione è ancora quella di dover individuare un geologo che ci spieghi cosa si possa realizzare realisticamente in quel sito”.
“Speriamo che la politica dei grandi annunci, tanto amata dal sindaco – concludono i consiglieri varazzini del Movimento 5 stelle – lasci il posto a un po’ di realismo per affrontare e risolvere almeno alcuni dei problemi quotidiani dei varazzini”.

Varazze (Sv): villa Malesia, un caso intricato. Il Secolo distorce la realtà

Ven, 08/09/2017 - 14:56

Dopo mesi di silenzio, il Secolo XIX ,edizione Savona, è ritornato ad occuparsi dell'intricata vicenda di villa Malesia, già villa Paradiso a Varazze.
L'immobile, di proprietà della diocesi di Acqui Terme era gestito da Renato Bonora, in possesso di un regolare contratto di affitto con scadenza 2026. A fronte di un debito di oltre un milione di euro della diocesi nei confronti di Bonora, oltre ad altri centomila europrestati per pagare spese fatte ad Acqui per la ristrutturazione del seminario e confermate da una sentenza passata in giudicato, queste somme venivano scalate dall'affitto fino al raggiungimento del debito.
Il seminario però, dopo anni di idillio, a seguito della denuncia di un traffico di organi umani, ha iniziato, a detta di Bonora, una guerra per sottrargli la casa e lasciarlo in mezzo ad una strada. E proprio questo è successo a gennaio scorso, non qualche settimana fa come scritto dalla Simoncelli  e da Vaccaro sul Secolo. Inoltre, i giornalisti scrivono che Bonora era stato invitato bonariamente a lasciare la casa. Invece non è stato così. Con un vero e proprio blitz l'11 gennaio 2017 mentre Bonora si trovava fuori al tribunale di Genova, carabinieri, ufficiale giudiziario e don Olivieri con il legale del seminario, hanno preso possesso della villa scardinado il cancello e dopo impedendo di fatto a Bonora di rientrare in possesso dei propri beni. Il tutto senza che l'avvocato di Bonora e lo stesso Bonora, fossero presenti per effettuare l'inventario dei beni.
Dal quotidiano , inoltre, Bonora ha ora appreso che la casa, valutata cinque milioni di euro circa, è stata messa in vendita. E si chiede come possa essere possibile tutto ciò se non gli sono stati restituiti tutti i beni, comprese opere d'arte di grande valore, custoditi nella casa. Il Secolo parla di un inventario. Ma un inventario vero e minuzioso non esiste, da nessuna parte. Non è vero che Bonora poteva rientrare in possesso dei propri beni. Lo dimostra il fatto che nell'immediatezza dello sfratto Bonora non sia stato fatto entrare per prendere gli effetti di prima necessità. L'ingresso in villa è stato negato anche ad un dipendente dello stesso Bonora in possesso di una delega e di un documento di riconoscimento originale di Bonora. Nell'occasione don Giuseppe Olivieri, attuale rappresentante legale del seminario, ha testualmente detto: "Bonora qui non può entrare assolutamente". Quindi nemmeno a prendere effetti personali. Dopo circa un mese dallo sfratto, avvenuto in maniera inusuale e inaudita, dalla diocesi arriva una comunicazione a Bonora in cui si chiede di togliere gli effetti personali dalla villa previa dimostrazione di esserne proprietario. Ma anche questa volta è stato impossibile. Soprattutto senza un inventario degno di questo nome. Adesso la notizia della vendita dell'immobile che, secondo il Secolo XIX avrebbe dieci appartamenti. Ma i giornalisti del quotidiano come fanno ad affermarlo? Quando sono entrati nella villa? Forse quando Bonora era già stato sfrattato? Oppure si sono soltanto fidati della loro unica fonte, ossia il seminario e la diocesi di Acqui Terme? Non lo sappiamo. Vogliamo credere nella loro buona fede, ma le notizie vanno sempre verificate.

Varazze (Sv): retroporto, la storia infinita

Mer, 23/08/2017 - 18:40

Retroporto di Varazze. La storia infinita. I lavori già sarebbero dovuti iniziare a fine del 2016 e a primavera del 2017 entrare a pieno regime. E invece di ruspe, escavatori, operai, nemmeno l'ombra. Che fine ha fatto il progetto? La Anteo perché non costruisce? Il terreno è stato tutto bonificato? Sono gli interrogativi che ci siamo posti a più riprese lo scorso anno e che continuano ad affacciarsi. Intanto, il retroporto rimane una ferita aperta che non sembra voler rimarginare tanto in fretta.

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Varazze - ex cantieri Baglietto, polemiche in consiglio

Dom, 19/02/2017 - 11:14

Il consiglio comunale di Varazze ha approvato all'unanimità e con molte polemiche, dopo una discussione di due ore, l'acquisizione dal demanio della zona degli ex cantieri Baglietto. Il progetto prevede l'abbattimento dei due terzi dei fabbricati, il collegamento con la passeggiata a mare e l'allocamento della caserma dei vigili del fuoco.

Varazze - ex cantieri Baglietto a fine mese saranno del Comune

Dom, 19/02/2017 - 11:06

Entro la fine del mese il Comune di Varazze dovrebbe acquisire l'area degli ex cantieri Baglietto, nei pressi del porto turistico e dei cantieri navali. Previsto l'abbattimento di due terzi della struttura.

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Varazze - gli albergatori contro Piacentini, "non c'è dialogo"

Dom, 22/01/2017 - 13:04

L'associazione albergatori di Varazze ha scritto una lettera al sindaco Bozzano per chiedere la sostituzione dell'assessore Piacentini, vicesindaco con delega al turismo. "Mancano il dialogo con le associazioni, una programmazione efficace volta allo sviluppo turistico, l'ufficio turistico funziona a singhiozzo e non abbiamo mai avuto un rendiconto dei soldi spesi". Sono solo alcuni dei problemi sollevati dagli albergatori. Noi abbiamo ascoltato il presidente dell'associazione varazzina, Andrea Bruzzone. "Saranno i cittadini a giudicare il nostro operato alle prossime amministrative", così replica il vicesindaco Piacentini.

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Varazze (Sv): sfratto villa Malesia. Bonora: "l'inventario è stato fatto?"

Mer, 18/01/2017 - 11:29

Dopo essere stato sfrattato dal seminario vescovile da villa Malesia a Varazze, Renato Bonora ha dormito in macchina. Nessuno dei suoi beni personali e di prima necessità gli è stato restituito, nemmeno dopo che un suo ex dipendente di fiducia, si era presentato al rappresentante legale del seminario, don Giuseppe Olivieri, con una delega e un documento di riconoscimento in originale dello stesso Bonora. L'uomo, contadino e titolare di un'azienda agricola attualmente impossibilitata a lavorare, è stato costretto a licenziare i suoi dipendenti e da giorni dorme fuori casa, in macchina. Non gli è stato permesso di prendere nemmeno le chiavi di un appartamento estivo messo a sua disposizione. Bonora solleva anche dei dubbi sul fatto che l'inventario di tutti i suoi beni sia stato fatto. Sentiamo perché nella nostra intervista.

Categorie: Inchieste

Varazze (Sv): sfratto villa Malesia, l'intervista a Ylli Koni

Mer, 18/01/2017 - 09:20

Ylli Koni, giardiniere e tuttofare dell'azienda agricola villa Malesia a Varazze, alle dipendenze del dottor Renato Bonora, era presente il giorno dello sfratto esecutivo nei confronti di Bonora che, invece, era assente. Nell'intervista il racconto diretto di quei momenti e di come non gli è stato permesso rimanere nella casa mentre veniva effettuato l'inventario e di come non gli è stato consentito prendere gli effetti personali di Bonora, nonostante fosse in possesso della delega con un documento di identità in originale del delegante.

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Retroporto: "i lavori a dicembre" E a quando la regimentazione del rio Cucco?

Ven, 02/12/2016 - 14:46

“I lavori del retroporto inizieranno a breve”. Ormai non si contano più le volte che i cittadini di Varazze hanno ascoltato o letto questa frase. Sono passati ormai più di 10 anni e tanta acqua è finita nel mare, da quando l’amministrazione ha deciso di far realizzare una mega struttura con 140 alloggi e box auto su un’area di 20 mila metri quadrati, nel luogo dove un tempo sorgeva l’inquinante conceria Rocca. Dopo gli annunci dello scorso autunno, qualcosa sembra muoversi di nuovo. “A dicembre si inizierà ad operare sul lotto di ponente. I mezzi meccanici inizieranno gli scavi per monitorare i terreni, eseguendo i sondaggi – dichiara Carmine De Vizia, titolare di Anteo Torino a La Stampa – saranno installati container in cui ricoverare gli attrezzi e i moduli per ospitare gli operai. In primavera, in accordo con l’impresa edile, si darà l’effettivo via ai lavori”.
Speriamo che durante gli scavi per monitorare i terreni si facciano anche le opportune analisi per scongiurare la costruzione di un imponente edificio su un terreno ancora inquinato e da bonificare. Ci auguriamo inoltre che a dicembre inizino anche i lavori per la regimentazione e la tombinatura del rio Cucco, il corso d’acqua che sfocia proprio in prossimità del retroporto di Varazze le cui acque, se si verificasse una piena eccezionale, si andrebbero a riversare proprio nella zona che dovrebbe vedere sorgere il nuovo fabbricato con parcheggi e zone verdi residenziali. I lavori, stando anche a quanto scritto dall’ingegnere Franzoni nel novembre 2009 nel PUO riqualificazione e recupero urbano della zona T1C e T1A (parte) del PUC del comune di Varazze – adeguamento tombinatura del rio Cucco, “dall’esame delle tabelle, dei profili allegati e delle sezioni, si nota che la tombinatura è decisamente insufficiente per il transito della portata di calcolo, per tutti i periodi di ritorno considerati (50, 200 e 500 anni). IN particolare si instaurano regimi di moto in pressione che presentano valori di carico notevoli e creano esondazioni, da monte, sulla via Vallino. È appena il caso di notare che i notevoli valori di carico esistenti nel tratto sotto al campo da calcio, sono tali da produrre il rischio di fenomeni di sfondamento della volta con conseguente allagamento del campo da calcio”. Dalla relazione si evince che il rio Cucco potrebbe essere potenzialmente pericoloso, anche per l’area del retroporto, in caso d esondazione. Eppure non compare nemmeno nelle zone rosse dei piani di Bacino perché non indagato. Su questo ci ritorneremo. Parlando ancora del retroporto, ilavori per la regimentazione idraulica del rio Cucco dovranno essere effettuati da Anteo e New Co Varazze, secondo quanto stabilito dalla delibera di giunta 149 del 29 settembre 2009 in cui si legge: “le società proponenti dovranno realizzare l’opera di regimentazione e tombinatura al fine di garantire la fruibilità nel limite delle aree sovrastanti. Le opere pubbliche saranno realizzate in contemporanea alla realizzazione dell’intervento residenziale in area T1C”. Noi controlleremo affinché anche questo intervento venga realizzato, se mai partirà il cantiere del retroporto.

Categorie: InchiesteCategorie "Hot": Retroporto

Alluvioni, cosa succederebbe a Varazze se esondassero i torrenti?

Mar, 29/11/2016 - 15:23

Dopo il disastro dell’alluvione di Genova del 2011, l’ex sindaco Marta Vincenzi è stata condannata per omicidio e disastro colposo e per falso a cinque anni di reclusione. Nel corso dell’alluvione del 4 novembre 2011 persero la vita sei persone, tra cui due bambine. Dopo la condanna l’ex primo cittadino ha dichiarato “non è finita, ci sono tre gradi di giudizio”. Insieme a lei sono stati condannati l’ex assessore comunale alla protezione civile, Francesco Scidone, i dirigenti comunali Gianfranco Delponte e Pierpaolo Cha e sandro Gambelli. Vincenzi, Scidone, Delponte, Cha e Gambelli sono accusati anche di omicidio colposo plurimo, disastro colposo, falso per il verbale taroccato con il falso orario dell’esondazione del rio Fereggiano e il monitoraggio dato per fatto quando invece il volontario si trovava in un altro luogo. Condanne che arrivano all’indomani della nuova alluvione dei giorni scorsi che ha provocato nella sola Liguria, in particolare a Ponente, danni per 100 milioni di euro. Il 24 novembre l’Arroscia è straripato nei pressi di Ortovetero nel savonese. Allagamenti a Dego, Carcare, Calizzano e Cengio. Fortunatamente durante l’ultima ondata di maltempo, la zona di Varazze è stata risparmiata. Non sarebbe difficile immaginare che potevano esondare anche i torrenti che attraversano Varazze. Non sarebbe nemmeno difficile cosa succederebbe se venissero allagate zone sotto il livello del Teiro, come lo stabile al di sotto del comune dove si trova anche un bar. O ancora se esondasse il rio Cucco, il cui corso è stato tombinato e su cui adesso sorgono case e un grande parcheggio, poco al di sopra della stazione ferroviaria? E se l’ex sottostazione elettrica venisse adibita al primo piano ad ospizio per anziani cosa succederebbe se l’acqua arrivasse al primo piano come era accaduto nel 2011? Non lo sappiamo e possiamo solo sperare di non doverlo mai sapere.

Il Comune spende bene i suoi soldi?

Gio, 17/11/2016 - 12:31

Uno dei nostri lettori ci ha scritto per chiederci di occuparci degli ultimi provvedimenti adottati dal Comune di Varazzi. Spulciando fra i documenti dell'atto pretorio ne abbiamo trovati tre, in particolare, che ci hanno lasciati perplessi sul modo in cui il comune spende le proprie risorse. Abbiamo cercato di riassumere il tutto nel nostro servizio

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